Principianti: dolore buono vs cattivo dolore

"No pain, no gain"legge un vecchio detto inglese arrivando ad affermare che, senza dolore, non c'è nessun guadagno. Devo soffrire per dare una svolta nello Yoga? Non è una pratica, purché se non tirare i muscoli, infastidire le articolazioni e si lamentano le ossa? Difficile rispondere a tali domande difficili, amico Sancio. Scrive Victor Medina.

Dolore muscolare

Attività fisica comporta sforzo e lo sforzo richiedono la quota di dolore. Dolori, punture... Il giorno dopo lo Yoga sessione può essere un'esperienza stressante. Male si a sopracciglia, i movimenti sembrano più la danza del "Chiki-Chiki" e si non desidera o sentire la parola "yoga". Si tenta di pronuncia la sillaba "Om"... e più quel mantra suona come un quejío di flamenco.

Durante la pratica delle asana, in certe azioni del corpo, sperimenteremo disagio. Ginocchio reagisce alla flessione, anca risponde all'apertura, spalle chiedono attenzione quando li si attiva. Logicamente, le parti che forma fisiche noi rispondono per allungare, torsione.

Le chiavi per un corpo di Yoga rispettoso e attento risiedono nella attenzione alle sensazioni, pazienza, tenacia e in grado di distinguere tra "buoni" e "cattivo" dolore. Da buona dolore Resta inteso è che ci sentiamo come un risultato dei nostri sforzi, e che si riflette nella rigidità, certo disagio derivanti dall'uso delle articolazioni e punti del corpo che erano in "letargo". È un senso sopportabile, che ti permette di continuare con la pratica, in certe tensioni che vengono quando abbiamo tratto, piegare o Veer, riflesso della flessibilità e rafforzare il processo.

Dolore male, d'altra parte, che è sentimento concentrato in un punto corpo che indica che è necessario interrompere l'azione che si sta eseguendo. È un avvertimento che mette un limite per lo sforzo. Solito si trova nella più fragile delle zone anatomia (spalle, colonna vertebrale, ginocchia...), come un silenzioso urlare che richiedono attenzione. Ignorando il vostro reclamo può provocare lesioni, a volte irreversibili.

Il corpo è saggio quando egli parla attraverso i sentimenti: calore, piacere,... dolore freddo. La mente, d'altra parte, può essere sciocca. Eccessiva ambizione, orgoglio o il desiderio di un prodotto competitivo, di pensiero, mi fa male la nobiltà del nostro corpo. Devi essere indulgente con uno in se, ma non condiscendente. Non si può vivere ancorato alle comfort, ma nessun buon punto varcare le soglie della cassaforte nello Yoga.

Ascolta quando il tuo corpo parla. Godere di Yoga e progresso nella vostra pratica.

Victor Medina Insegna Yoga e giornalista.

Essere socievole, Condividi!

Ti è piaciuto questo articolo?

Iscriviti alla nostra RSS per non perderti nulla

Altri articoli su , , ,
Da • 15 mar, 2013 • sezione: Principianti